Visitare i musei non è sempre l’attività più emozionante per i bambini, ma a volte accade qualcosa di inaspettato che trasforma una normale visita in una storia che durerà tutta la vita. Quando aveva solo sette anni, una bambina, in gita scolastica a un museo dell’antico Egitto, vide una piccola statuetta blu-verde raffigurante una dea con la testa di ippopotamo. Affascinata dalla statuetta, se la infilò in tasca e la portò a casa senza rendersi conto del significato di ciò che aveva fatto.

Il personale del museo aveva permesso ai bambini di maneggiare autentici reperti antichi sotto supervisione, ma questa statuetta in particolare non era una replica: era un manufatto originale. Dopo la visita, il museo ha presto scoperto il pezzo mancante e ha avviato le ricerche. L’incidente ha suscitato scalpore, con i funzionari del museo che hanno inviato lettere ai genitori, accusandoli di aver cresciuto figli capaci di un simile atto. La ragazza, nel frattempo, era preoccupata di come restituire il manufatto senza dover affrontare conseguenze.
Col tempo, la situazione si calmò e il museo si rassegnò a non recuperare mai più la statuetta. La ragazza crebbe con il segreto, incapace di buttare via il manufatto a causa della sua età e del suo valore storico, ma anche troppo spaventata per restituirlo. Per anni, nessuno seppe dove si trovasse la statuetta, finché lei non confessò la sua storia online.

Seguendo il consiglio dei commentatori, in seguito ha rispedito il manufatto al museo per posta, in forma anonima. Per evitare di essere scoperta, si è recata in un’altra città per spedire il pacco, assicurandosi che il museo non potesse risalire a lei. Questo gesto ha chiuso un capitolo rimasto aperto per oltre due decenni.

Sebbene questa storia possa sembrare unica, mette in luce un problema più ampio: il furto di reperti museali è tutt’altro che raro. Secondo l’Interpol, oltre 52.000 reperti fisici risultano attualmente scomparsi in tutto il mondo. Nonostante le ampie misure di sicurezza, come guardie, telecamere, metal detector e controlli delle borse, i furti continuano a verificarsi, a volte coinvolgendo anche il personale dei musei. Infatti, l’FBI segnala che circa il 90% dei furti nei musei è commesso da addetti ai lavori.

Rispetto ai furti professionali o interni, la storia dell’atto impulsivo di un bambino di sette anni si distingue come un episodio insolito e sorprendentemente spensierato nel mondo altrimenti serio della protezione dell’arte e dei manufatti.